martedì 21 novembre 2017

BASTA SPECULARE SULLA PELLE DEI CANI

ADDESTRATORE MORTO. SID E' INNOCENTE BASTA SPECULARE SU QUESTE RAZZE DI CANI
Torino (21 novembre 2017) Le voci che erano circolate nelle ore scorse ora sono confermate,il giovane addestratore Davide Lobue trovato morto nel torinese non è stato sbranato dal cane Sid (Bull Terrier) ma è morto per un malore. "Di fronte ad una morte c'è sempre dolore, specialmente davanti alla perdita di una giovane vita ma questa volta dobbiamo intervenire per dire ad alta voce che chiediamo che la smettano i soliti detrattori a dare la colpa ai cani speculando sulla razza dei cani specialmente su quelle appartenenti all'ex elenco delle razze pericolose. Sid è innocente e- conclude Croce- merita le scuse di tutti coloro che lo avevano additato come un cane killer e di chi ne aveva invocato da subito la soppressione".

L'ADDESTRATORE DI TORINO NON E' STATO UCCISO DAL CANE.


E' stata con ogni probabilità una morte naturale. E Sid, il bull terrier accusato di avere ucciso il suo addestratore, è "innocente". L'autopsia eseguita oggi dal medico legale Roberto Testi scagiona il cane: i morsi trovati sul corpo di Davide Lobue, educatore cinofilo di 26 anni, trovato esanime vicino al bull terrier che stava addestrando in un giardino a casa di un suo amico a Chivasso, non sono in punti vitali e soprattutto sarebbero stati inferti dopo la morte dell'addestratore. 

I soccorsi erano stati inutili perché il ragazzo era già deceduto. Sulla morte sono in corso le indagini dei carabinieri e l'animale è ancora sotto sequestro. La tragedia risale alla notte tra sabato e domenica: secondo quanto ricostruito dai militari della stazione di Cavagnolo, Lobue, educatore cinofilo, era andato a trovare il bull terrier su richiesta del proprietario che in quel momento si trovava a Milano per un concerto.

SAN BENEDETTO E GROTTAMARE.LE CITTA' CHE FANNO LA FESTA AGLI ALBERI

   
Due città - San Benedetto e Grottammare – senza rivali nell’accanimento furente e sistematico contro alberi e verde cittadino, che la festa agli alberi” - nel significato più tragico della metafora - gliela fanno per davvero e senza sosta - spesso complici i comitati di quartiere, sempre silenti e indifferenti i cittadini - queste città senza pudore né ritegno il 21 novembre celebrano – con bambini e ragazzini delle scuole locali – la “Giornata Nazionale degli alberi”.

        Infinito è il dossier delle stragi - di alberi e di verde - compiute negli anni dalle amministrazioni delle due città, e di quelle tuttora in progetto (una per tutte, a San Benedetto il completamento del taglio dei pini lungo il fosso dell’Albula, proprio davanti ad una  scuola: operazione di alta valenza educativa).
Esso condanna senza appello i due Comuni che hanno fatto della desertificazione di pinete e di viali alberati e della guerra al verde pubblico incrollabile credo e ineludibile missione perseguita con le ragioni più platealmente in malafede, sempre saldamente sostenuta dalla grancassa priva di pensiero critico della stampa locale.

       Non ci vuol molto a rispolverare ricordi - remoti e recenti - di alberi segati per far spazio al cemento (le piante abbattute a SBT durante la demolizione del Cinema Calabresi, anno 2007, restano un must ineguagliato, puro film dell’orrore); di pini sanissimi condannati a morte per le loro radici d’inciampo alle auto parcheggiate (Grottammare è un’eccellenza nel…ramo); di alberi sacrificati al brutto restyling di brutti lungomari; di interi viali di verde spazzato via da demenziali piste ciclabili o per far posto a orridi lunari parcheggi (largo Manzoni a SBT) o a causa di qualche ramo mai potato intenzionato a scorticare un SUV; di pinete "pelate" per ospitare giochi e gazebo, o per la nefasta sindrome conosciuta come “sicurezzite”. 
A  Grottammare ci furono Piazza San Pio e poi viale Sisto V e poi la pineta Ricciotti e le pinetine del lungomare… Quando “gli va bene”, gli alberi si ritrovano i tronchi verniciati di bianco con parroco benedicente o sono indifesi attaccapanni per fili elettrici, lampade stradali, cartelli, manifesti…).

        Certo dimentico parecchio: l’elenco è sterminato e purtroppo ancora aperto.

     A San Benedetto, amministrazioni con la sensibilità ambientale di un manico di scopa, assessori “verdi” (!) affiliati al Club della Motosega, Segambiente “distratta” dalle pulizie alla Sentina, una Forestale che non c’è più (non c’era neanche prima), hanno lasciato il segno in una città sempre più brutta, cementificata, inospitale e senza verde. 
Gli amministratori attuali ne hanno raccolto degnamente il testimone: i progetti realizzati e quelli che nell’indifferenza e nelle complicità di cui sopra troveranno compimento a breve non lasciano dubbi né speranza. 

     A Grottammare sensibilità e rispetto per alberi e verde pubblico sono da sempre tanto contraddetti nella pratica – anche qui il dossier è infinito – quanto rozzamente masticati come nutrimento principe di un ego amministrativo ipertrofico e autoincensatorio, piatto forte nel menu di panzane ammannito alla cittadinanza inerte e alla stampa compiacente.

       Si dovrebbe aver fatto l’abitudine a tanto squallore, persuasi dell’inutilità di qualsiasi sollecitazione, della pervicace arrogante sordità dei destinatari, dei complici silenzi anche della miriade di Associazioni.

       Ma non ci si abitua, e ci si chiede ancora una volta quale deficit culturale, quale intreccio di ignoranza ambientale, affarismo, opacità politica guidi i due Comuni in queste scelte; quale maligno virus di indifferenza, abulia, complicità infetti cittadinanze sistematicamente defraudate di beni primari e irrinunciabili come alberi, verde pubblico, spazi liberi vivibili. Quale supina rassegnazione, infine, freni cittadini, scolaresche con dirigenti, maestri/e, genitori, educatori a vario titolo, dal respingere con sdegno l’ipocrisia istituzionale del “festeggiare” un giorno dell’anno quei beni preziosi che per il resto del tempo quegli stessi amministratori si impegnano con seriale sistematicità a distruggere.

sara di giuseppe

ROMA. VA FERMATA L'ACCUMULATRICE SERIALE DI GATTI.

Roma (21 novembre 2017) -   La accumulatrice seriale di gatti è tornata e nei cassonetti della zona sono riapparsi i gatti morti nei cassononetti. Lo scorso giugno, dopo 15 anni di denunce da parte dei vicini, una 57enne era stata prelevata dal suo appartamento di via Lavinio a Roma, a due passi da piazza Re di Roma, e in quell'occasione polizia, carabinieri e vigili del fuoco trovarono questo: cibo avariato, rifiuti, vestiti sporchi accatastati, ma anche le carcasse di alcuni gatti. La donna fu quindi affidata ad alcuni psichiatri ma oggi, a distanza di cinque mesi, è tornata nella sua casa e, stando a quanto raccontano i residenti, si starebbe già aggirando nel quartiere alla ricerca di gatti.  Oggi AIDAA ha inviato una lettera alla sindaca Raggi per chiedere un intervento risolutivo, sia a tutela della salute della donna ma sopratutto per la tutela dei gatti di zona che oltre ad essere ancora accumulati nell'appartamento della donna vengono ritrovati morti nei cassonetti. AIDAA si rivolgerà anche alla magistratura per chiedere che su questa vicenda si faccia chiarezza fino in fondo.

LECCE. AIDAA E CUORE AMICO PER UN ADOZIONE DEL CUORE

Aidaa e cuore amico per un'adozione del cuore

Ieri mattina lunedì 20 ottobre, si è svolto per Aidaa un affido molto importante: una cagnetta di razza pinscher, recuperata dal distaccamento leccese in seguito al suo abbandono, è stata affidata ad una famiglia di Cuore Amico, in presenza del loro presidente, grazie all’intervento di una persona molto vicina ad entrambe le associazioni che Aidaa ci tiene a ringraziare: l’amico Stefano Gallo. La cagnetta è stata affidata previo colloquio pre affido alla famiglia di Francesco, da sempre amante dei cani, che ha subito un incidente e conseguenze che un bambino non dovrebbe mai affrontare. Dopo un anno di vicissitudini ospedaliere, il bambino è ormai stabile. Così la sua mamma ha deciso che era venuto il momento giusto di adottare un altro cane. La cerimonia si è svolta intorno alle 11.30 presso il centro leccese di Cuore Amico alla presenza del loro presidente, della famiglia, di alcuni volontari di Cuore Amico e della referente del distaccamento leccese e del settore ambiente - Meridione di Aidaa. La cagnetta che aveva un nome anonimo ora si chiama Mia, un nome vero, scelto dal bambino che sarà per sempre il suo migliore amico.


un grazie alla nostra responsabile ludovica che come sempre si distingue per l'amore per gli animali senza dimenticare quello per gli umani e la natura. grazie davvero per quello che fai
lorenzo croce
presidente nazionale aidaa

lunedì 20 novembre 2017

ICEBERG STA TORNANDO A CASA. (PUBBLICHIAMO CON IMMENSO PIACERE)

ICEBERG STA TORNANDO A CASA. SIAMO DAVVERO CONTENTI.GRAZIE A ENPA,ROCCHI,NOEMI E TUTTI QUELLI CHE HANNO LAVORATO.DAVVERO GRAZIE A TUTTI VOI. 
ECCOLA NEL TRASPORTINO (FOTO GIUSEPPE PERNA)


LEGGI LA STORIA.
https://www.facebook.com/giuseppe.perna.779/posts/1746990722012442?pnref=story

GATTO ROMEO. AIDAA CHIEDE ISPETTORI DEL MINISTERO SALUTE


GATTO ROMEO. AIDAA SCRIVE AL MINISTRO LORENZIN
SAN REMO (20 novembre 2017) - Rimane alta l'attenzione di AIDAA nei confronti della vicenda del gatto Romeo dell'ospedale di San Remo. Il presidente Croce dopo aver denunciato sabato il direttore di presidio oggi ha inviato una lettera anticipata via email al ministro della salute Lorenzin per denunciare quanto accaduto nell'ospedale Sanremese, dove di fatto il gatto Romeo aveva anticipato con il suo comportamento tutte le tecniche riconosciute di pet terapy a favore di pazienti e degli stessi operatori. Ma Croce in particolare chiede alla Lorenzin un incontro per discutere della situazione delle oltre duecento colonie feline presenti negli ospedali italiani i cui diritti sanciti dalla legge 281/91 vengono spesso calpestati come avvenuto nel caso del gatto Romeo a San Remo.


---------- Messaggio originale ----------
Data: 20 novembre 2017 alle 10.09
Oggetto: VICENDA GATTO ROMEO OSPEDALE DI SAN REMO E TUTELA COLONIE FELINE IN OSPEDALE.

Gentile Ministro,
Le scrivo per segnalarle una situazione quantomeno strana, riferita alla presenza di una colonia regolamente censita all'interno di un ospedale di San Remo, dove per motivi ancora oscuri il direttore generale di presidio ha deciso di eliminare la presenza dei mici, in particolare di uno di loro il gatto Romeo la cui presenza da oltre quindici anni in ospedale (limitata al cortile, alla portineria ed alla sala di aspetto) è stata antisegnana naturale di tutte le attuali iniziative di pet terapy. La vicenda resa nota attraversoi mezzi di stampa ha suscitato molto scalpore ed ha portato da parte nostra alla denuncia del direttore generale del presidio ospedaliero per violazione della legge 281/91 e nel caso dell'anziano gatto romeo per il reato di maltrattamento di animali per violazione dell'articolo 544 del codice penale,denuncia che allego.
Ma al di là della singola vicenda, per la quale vi chiedo un'approfondimento amministrativo per capire quali sono state le motivazioni che hanno portato a queste decisioni, sono a chiedere un incontro in tempi stretti per discutere delle problematiche e delle tutele necessarie per le colonie feline situate all'interno degli ospedali italiani troppo spesso oggetto di violazione dei diritti previsti per le colonie e sancite da una legge dello stato.
Ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti
Lorenzo Croce
presidente nazionale AIDAA
3479269949