giovedì 23 febbraio 2017

AVVISTATI DUE LUPI IN VAL BADIA

(ANSA) - BOLZANO, 23 FEB - E' arrivato il lupo in Alto Adige, per la precisione addirittura sulle piste da sci della Val Badia. Due esemplari dell'animale sono stati identificati nei pressi di Corvara. A poca distanza le carcasse sbranate di due caprioli, che i guardiacaccia ritengono siano stati divorati dai lupi. Probabilmente - dicono gli esperti - i due animali sono sconfinati dalla vicina provincia di Belluno, dove i monti sono meno antropizzati e sono destinati a tornare presto nel loro territorio.


RUBA 10 MAIALI IN ROMANIA ARRESTATO A NAPOLI


(ANSA) - NAPOLI, 23 FEB - Aveva rubato dieci maiali in una fattoria della Romania, nell'aprile 2016, e per questo era scattato a suo carico un mandato di arresto europeo. Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Polizia Vicaria Mercato lo hanno fermato, a Napoli, per controlli. E così è finita la 'fuga' di Florin Rostas.
    Il 28enne, alla richiesta di esibire il documento di riconoscimento, ha consegnato agli agenti una fotocopia a colori di una carta d'identità romena plastificata e alla richiesta di quando fosse nato ha fornito un'altra data. Gli agenti hanno condotto, così, il giovane in ufficio per poter risalire alla sua vera identità. Dal controllo è emerso che il 28enne aveva a suo carico, tra uno dei tanti "alias", un mandato di arresto emesso dalla Romania, nel aprile del 2016, in seguito ad una condanna, emessa nel dicembre 2015, a due anni e quattro mesi di reclusione per aver rubato 10 maiali da una fattoria e contestualmente sorpreso alla guida di un camion senza averne titolo nel maggio del 2015.


SORPRESO A TAGLIARE ALBERI. ARRESTATO

(ANSA) - SERRA SAN BRUNO (VIBO VALENTIA), 23 FEB - I carabinieri forestali della provincia di Vibo Valentia hanno arrestato un uomo sorpreso in un'area boscata demaniale di Serra San Bruno a tagliare piante di faggio. Durante un servizio di controllo del territorio, in località "Passo Cavallo", i carabinieri forestali hanno individuato C.F., di Sorianello, già noto per lo stesso reato, mentre stava tagliando, depezzando e trafugando piante di faggio per farne legna da ardere e presumibilmente da vendere. I militari, sentito il pm, hanno quindi proceduto all'arresto ai domiciliari per furto di legna, danneggiamento del bosco e violazione alla normativa paesaggistico-ambientale. Sequestrati cento quintali di legno, per un un valore commerciale di circa mille euro. Il materiale è stato sequestrato e consegnato al Comune di Serra San Bruno.

SECONDO PRESIDIO AIDAA-ITALIA VICTRIX "GIU' LE MANI DAI LUPI"

si e' svolto questa mattina in piazza san carlo a milano il secondo presidio aidaa-italia victrix contro il piano lupo che prevede l'abbattimento dei lupi italiani.





PIAZZA DUOMO. ARRIVANO I BANANI

Dopo le palme dei giorni scorsi arrivano i banani in Piazza Duomo a Milano, la piantumazione è in corso...

ARRIVANO I BANANI INPIAZZA DUOMO

mercoledì 22 febbraio 2017

MAC MAHON. MARAN RISPONDE A SILVIA SARDONE

Silvia Sardone aveva fatto nei giorni scorsi su nostra richiesta una interrogazione all'assessore Maran per avere notizie in merito agli olmi di via Mac mahon, l'assessore ha cosi risposto. lascio a voi ogni valutazione nel merito sia dei tempi che dei contenuti, io mi riservo di scriverne domani in un apposito comunicato. rigrazio intanto la consigliera Sardone per il suo interessamento.

PIANO LUPO. ECCO IL TESTO PEGGIORATO.

ecco il nuovo punto sette del piano di tutela del lupo dove di fatto si inseriscono nuove possibilità di abbattimento della specie. Non ho parole leggete e diffondente voi stessi.




III.7.  Deroghe al divieto di rimozione di lupi dall’ambiente naturale: presupposti, condizioni, limiti e criteri da applicare.
La normativa nazionale (L. 157/92, art. 2,  DPR 357/97 art. 8) e comunitaria (Direttiva Habitat, art. 12) tutela in maniera rigorosa il lupo vietandone l’uccisione.
La stessa normativa contempla, in casi particolari, il ricorso al regime delle deroghe.
L’art. 19, comma 2, della L. 157/92 prevede che le Regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici, su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica
Art. 16, comma 1, della Direttiva Habitat prevede che: a condizione che non esista un'altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale, gli Stati membri possono derogare alle disposizioni previste dall’articolo 12. Ciò è possibile per alcuni casi tra i quali: 
- per prevenire gravi danni, segnatamente all'allevamento (…);
- nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica (…).
L’art. 11, comma 1, del DPR 357/97  prescrive che ‘Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sentiti per quanto di competenza il Ministero per le politiche agricole e l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, può autorizzare le deroghe alle disposizioni previste agli articoli 8, 9 e 10, comma 3, lettere a) e b), a condizione che non esista un'altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di distribuzione naturale.

PerTranne che nei casi di particolare necessità legati ad esigenze di ricerca scientifica, sanità e sicurezza pubblica, per valutare una richiesta di deroga è quindi necessario che:
1.       la dimensione della popolazione èsia conosciuta a scala regionale o interregionale;
2.       la popolazione èsiain Stato di Conservazione Soddisfacente, e il prelievo non comporta rischi di influenzare negativamente tale Stato di Conservazione Soddisfacente; oppure, il prelievo non pregiudica il percorso della popolazione verso uno Stato di Conservazione Soddisfacente;
3.       sonosianostati messi in opera gli strumenti di prevenzione più adatti alle condizioni locali (cani da guardia, recinzioni, pastori, ricoveri notturni, ecc.);
4.       non esisteesistaaltra soluzione valida per mitigare gli specifici conflitti sociali ed economici rilevati (e.g. compensazione, indennizzi, ecc.);
5.       sonosianoforniti i dati sui danni a livello comunale e regionale (o provincia autonoma);
6.       sonosianoforniti dati sulla presenza di cani randagi e vaganti e, ove il fenomeno è presente, informazioni sulle misure poste in essere per il suo controllo;
7.       sonosianofornite informazioni sullo stato di attuazione delle azioni di competenza previste dal Piano.
Per valutare il rispetto di tali condizioni alla corretta scala spaziale le richieste di rimozione in deroga ai sensi del DPR 357/97 possono essere avanzate al Ministero dell’ambiente esclusivamente da Regioni e Province Autonome, non prima che siano decorsi i tempi di cui all’azione III.3.2 del presente piano, e dimostrando il rispetto di tutte le condizioni previste.
Le deroghe potranno essere concesse con carattere di eccezionalità, a seguito di valutazione caso per caso, a tal fine ISPRA è chiamata a esprimere un parere tecnico che tenga conto delle prescrizioni normative e dei seguenti criteri non vincolanti: 
a)    trattare le due popolazioni italiane, appenninica e alpina, come entità separate e soggette alle diverse valutazioni sul loro stato di conservazione;
b)    agire con cautela nei casi in cui i branchi interessati siano particolarmente rilevanti per le dinamiche spaziali, demografiche e genetiche del lupo in Italia (es., per il mantenimento della connettività su scala del paesaggio);
c)    escludere la rimozione all’interno di parchi nazionali e procedere con cautela in casi di branchi che gravitano nelle aree di confine deineiparchi nazionali e regionali e altre aree protette importanti per la specie;
d)    agire con cautela nei casi di animali/branchi transfrontalieri (popolazione alpina) specialmente qualora gli Stati confinanti abbiano provveduto o intendano provvedere a rimuovere esemplari appartenenti a branchi transfrontalieri, o comunque in aree prossime al confine;
e)    valutare il ruolo del lupo come fattore di controllo delle sue principali prede selvatiche;
f)     dedicare priorità ai casi di presenza e prevalenza della ibridazione cane-lupo;
g)    valutare la completezza dei dati sui danni a livello comunale e regionale (o provincia autonoma) e valutare che nei Comuni interessati  (in un area non superiore a 500 km2) la frequenza su base annuale di attacchi di lupo al bestiame domestico sia significativamente superiore ai dati regionali relativi a tutti i Comuni in cui si è registrato almeno un danno;
h)    valutare i dati sulla presenza di cani randagi e vaganti e, ove il fenomeno è presente, sulle misure poste in essere per il controllo dei cani randagi e vaganti.