venerdì 31 ottobre 2014

ALLE 23 VIA ALLE RONDE GATTO NERO


Si inizia alle 23 e si andrà avanti fino alla una di questa notte, 56 gruppi di Volontari presidieranno altrettanti siti a rischio di sacrifici di gatti neri, domattina daremo tutte le indicazioni, speriamo non succeda nulla.

giovedì 30 ottobre 2014

BASTA CAVALLI NEL CENTRO DI ROMA. AIDAA DENUNCIA IL SINDACO


E' di poche ore fa la notizia che un cavallo che trainava una botticella è caduto in via del Corso nel centro di Roma dopo essere scivolato su una macchia d'olio, da quanto abbiamo appreso si tratta di un cavallo maschio di 11 anni che dopo esser stato soccorso è stato portato nelle scuderie del Testaccio. AIDAA ha deciso di denunciare il sindaco di Roma Ignazio Marino per il reato di maltrattamento di animali, in quanto il primo cittadino essendo responsabile della sicurezza in città, non tenendo le strade in ordine e non vietando l'uso delle botticelle ha di fatto permesso quanto accaduto oggi.

I LUOGHI DOVE OPERANO LE SETTE SATANICHE

I LUOGHI DOVE OPERANO LE SETTE SATANICHE



Roma (30 ottobre 2014) – Ecco la mappa regione per regione (ovviamente senza indicazioni del luogo esatto) dove domani sera potrebbero verificarsi i riti pseudo satanici della notte di Halloween detta anche per i satanisti notte di Samahin nella quale fanno sacrifici a satana.
PIEMONTE
Val Pellice, Pinerolo, Val Susa, Torino città e Settimo Torinese, Val Chisone, Verbania e zona lago maggiore. Alessandria Città, Novara e Cameri.
LIGURIA
La Spezia, Portofino e Sampierdarena
EMILIA ROMAGNA
Carpi, alpi modenesi, Bologna San Luca
LOMBARDIA
Varese, Golasecca, Zona diga del Pan Perduto, Basso Bresciano e vicinanze Padino e Cremona. Vigevano e bassa Lomellina
VENETO
Lazise e altri paesi sponda Veronese lago di Garda
UMBRIA
Narni, Terni, Orvieto e zona di Corciano in provincia di Perugia
LAZIO
Orvieto, Roma zona cimitero Verano, Lago di Bolsena, Valle del Treya e Campagnano e Tuscia
TOSCANA
Piombino, Garfagnana, Grosseto e Maremma toscana
CALABRIA
Sila
In italia i gruppi che praticano esoterismo con sacrificio sono circa 800 di questi circa la metà eleva sacrifici animali a satana o ad altri dei nella notte di Samahin. AIDAA sarà presente con 54 squadre operative per individuare e denunciare gli autori di questi riti sacrificali che in Italia sono reati.









mercoledì 29 ottobre 2014

BRINDISI: GATTI AVVELENATI E BRUCIATI VIVI

BRINDISI. GATTI AVVELENATI E BRUCIATI VIVI
i resti del gatto trovato nella zona dei giardinetti di via del Mare

BRINDISI (29 ottobre 2014) – Ancora una piccola strage di gatti delle colonie feline a Brindisi, sono almeno cinque i gatti morti uccisi negli ultimi giorni a causa di possibili avvelenamento i primi due casi nel rione cappuccini dove un gatto nero è stato avvelenato il 20 ottobre e dopo alcune ore di agonia e nonostate l'intervento del veterinario è deceduto. Dopo due giorni un altro gatto adulto è stato ritrovato nelle medesime condizioni ed anche qui si ipotizza l'avvelenamento. Ci sono altre segnalazioni di probabili avvelenamenti in questa zona che si trova nelle vicinanze della colonia felina dell'Appia Verde, purtroppo in passato diverse persone avevano minacciato di far sparire i gatti della colonia regolarmente censita ed avevano minacciato i volontari che si prendono cura dei mici. Nei mesi scorsi i volontari di AIDAA portarono in salvo una bellissima gattona che era stata fatto oggetto di maltrattamento, mentre un altro gatto era stato rinvenuto in cattive condizioni dopo essere stato preso a calci sull'addome. Sempre nella zona fu avvistato un furgoncino rosso che raccolse e portò via indebitamente le le ciotole dei gatti. Il secondo caso di questi giorni riguarda un gattino abbandonato nei girardini del condominio adiacente il parco Di Giulio questo micetto affabile chiaramente abbandonato, è stato preso a calci e nonostate le cure amorevoli della propresidente di AIDAA Antonella Brunetti e degli altri volontari non ce l'ha fatta ed è morto nella giornata di ieri. Infine i resti di un altro gatto avvelenato sono stati rinvenuti nella zona del centro di Brindisi a ridosso della chiesa del Cristo all'altezza dei giardinetti di via Mare, insieme ai resti del gatto avvelenato erano presenti i corpi di due cuccioli di gatto bruciati i cui resti sono stati asportati dai residenti. Anche in questo caso esiste una colonia felina censita. “E' davvero troppo- ci dice Antonella Brunetti pro presidente di AIDAA- questa assurda strage dei mici deve finire ma noi non smetteremo mai di lottare perchè tutto questo finisca. I gatti hanno il diritto di stare dove sono- conclude Brunetti- in quanto protetti dalla legge”. “In alcuni casi abbiamo il sospetto di chi siano i responsabili di tali atti orribili- gli fa eco il presidente di AIDAA Lorenzo Croce- e una volta accertate le responsabilità non esiteremo a denunciarli”. A Brindisi pochi giorni fa un uomo è stato condannato a 2 mesi e mezzo di carcere per aver maltrattato i gatti. 

AUMENTANO CANI E GATTI IN SOVRAPPESO

AUMENTANO CANI E GATTI IN SOVRAPPESO

Roma (28 ottobre 2014) Sono oltre tre milioni e mezzo i cani ed i gatti in sovrappeso.mezzo milione in più dall'inizio dell'anno. Secondo i dati raccolti dal Telefono Amico AIDAA (Associazione italiana difesa animali e ambiente) almeno il 19% dei gatti e il 21% dei cani che vivono stabilmente nelle famiglie italiane sono sovrappeso, se non obesi. Nel complesso, sarebbero circa due e mezzo milioni i cani, prevalentemente appartenenti a razze di piccola e media taglia, e un milione e  oltre centomila i gatti quotidianamente sottoposti a stress alimentare, ed obbligati ad un'alimentazione non corretta che li porta ad avere problemi di sovrappeso con tutte le conseguenze, numeri che potrebbero aumentare nei prossimi mesi in vista delle festività natalizie. Pertanto è buona cosa che prima di decidere l'alimentazione di micio e fido si provveda in caso di sovrappeso a farli visitare dal veterinario di fiducia.

martedì 28 ottobre 2014

LEGNANO. CANE AGGREDITO IN PIENA CITTA'


Un cane di piccola taglia è stato aggredito da un cane corso lasciato libero sui marciapiedi in pieno centro cittadino a Legnano. Il cane di piccola taglia (maltese) ha riportato ferite importanti ma non è in pericolo di vita. Ora la proprietaria del maltese ha chiesto il risarcimento dei danni causati al proprietario del corso che invece si è opposto dopo aver pagato la prima fattura. La donna si è rivolta al tribunale degli animali di AIDAA che ha indicato la necessità di fare denuncia penale contro il proprietario del corso, e successivamente qualora l'uomo non voglia pagare i danni di tornare a rivolgersi al tribunale degli animali per la consulenza legale. 

IN ITALIA SI AMMAZZANO 90 GATTI NERI AL GIORNO

OGNI GIORNO SI AMMAZZANO 90 GATTI NERI

Roma (28 ottobre 2014) - in Italia nel corso del 2013 sono stati uccisi dai 33.000 ai 35.000 gatti neri, pari a circa 90 gatti ammazzati ogni giorno. Il dato per quanto riguarda i primi mesi del 2014 è in sensibile calo. Dai dati che abbiamo raccolto circa 5.000 sono i gatti che vengono uccisi per riti satanici dagli oltre 800 gruppi esoterici presenti nel territorio nazionale (http://italiadallestero.info/archives/14951 ), gli altri invece vengono allevati e poi utilizzati per le pellicce o per essere inviati all'estero dove è ancora possibile la sperimentazione dei cosmetici. Un mercato che complessivamente supera i 15 milioni di euro. Come tutti sanno in particolare la notte che viene ritenuta per antonomasia quella in cui i gatti neri vengono sacrificati è la notte compresa tra il 31 ottobre ed il 1 novembre. Anche quest'anno AIDAA organizza le ronde, complessivamente 54 gruppi che si sposteranno a controllare oltre 135 siti considerati a rischio di riti satanici e sparsi sopratutto in Lombardia, Piemonte, Emilia, Veneto, Liguria ma anche Lazio (tuscia) ed Umbria oltre che in Calabria. A questi vanno aggiunti i gatti neri (nell'ordine di un migliaio l'anno uccisi dai cacciatori in quanto scambiati per lepri o uccisi per essere mangiati al pari degli altri gatti prevalentemente nelle province venete e della Lombardia est).



CASO LUCARIO. NON MI FERMA CERTO UNA QUERELA

SE LA SIGNORA LUCARIO E I SUOI AMICI PENSANO DI FERMARMI CON UNA QUERELA HANNO PROPRIO SBAGLIATO TUTTO

Ho ricevuto questa mattina una notifica del tribunale di Milano dove mi si informa che il giudice ha concluso le indagini preliminari sulla querela che la Lucario mi ha fatto in seguito a quanto da me scritto su questo blog, e che di fatto sono indagato per il reato di calunnia. Non ho calunniato nessuno, anzi riconfermo a pieno titolo quando scritto sulle porcherie che la signora commette nella gestione dei cani e anche nel suo ufficio di lavoro, potrei pubblicare le mail private che la donna ha scritto a mezzo mondo dalla sua posta elettronica del lavoro adriana.lucario@giustizia.it, con la quale minaccia, diffama e tanto altro, ma queste cose le porterò davanti al giudice perchè se da una parte il tribunale di Milano ha visto bene in meno di un mese di terminare le indagini (senza avermi sentito) esprimo qui e senza paura di smentita che chi ha formulato quelle indagini sarà da me ricusato in quanto come giudice in quanto intercorrono rapporti di lavoro con una delle parti. La correttezza vuole che sia la mia denuncia, che la controquerela della LUCARIO siano gestite in maniera indifferente e non dagli stessi uffici giudiziari chiamati in causa nei due atti. Ma queste sono disquisizioni procedurali ai quali penseranno gli avvocati, a me preme sottolineare come da una parte la procura voleva a tutti i costi sentirmi nei giorni scorsi (invito che ho declinato sapendo di essere stato controquerelato)  in merito alla mia denuncia, in maniera informale e senza avermi inviato un formale atto di convocazione e allo stesso tempo come il GIP ha chiuso velocemente queste indagini preliminari, che ripeto non vuol dire rinvio a giudizio, ma apertura della fase in cui io potrò depositare le mie controdeduzioni, facoltà che ho intenzione di utilizzare secondo i canoni previsti dalla legge e alla quale aggiungerò una terza denuncia contro la signora Lucario per intimidazione e per uso privato dei mezzi di lavoro, compreso il tempo e la sua email del tribunale usate a scopo sicuramente non di giustizia. Non sarà certo una querela e una minaccia velata di mandarmi a giudizio per aver detto la verità che mi fermerà. Il marcio deve venire a galla. tutto il marcio, costi quel che costi. 

OLMI E TIGLI. QUANDO L'IGNORANZA FA PIU DANNI DELLA CATTIVERIA.

parte di loro comunque si salverà....

Ho volutamente aspettato qualche giorno per rispondere alle provocazioni apparse sulla pagina facebook dei tigli di Cologno Monzese, dove dopo il diniego del tar alla richiesta del comitato civico olmi di mac mahon di bloccare il progetto e l'inizio dei lavori, qualche stupida ha sottolineato con compiacimento che non solo i tigli di Cologno Monzese ma anche gli Olmi sarebbero stati tagliati e che comunque ricorso o non ricorso il comitato ha perso e che loro (quelli di Cologno) almeno avevano risparmiato 600 euro di bolli per la deposizione di un ricorso al Tar. Appare evidente la puerilità di chi ha scritto queste cose, la assenza di argomentazioni che si sovrappone ad un rancore senza motivo, fatto di cattiveria e di poca intelligenza organizzativa. Le due vicende sono tra loro assolutamente lontane e diametralmente opposte. Da una parte il comitato civico degli olmi di via mac mahon che in oltre un anno e mezzo di attività ha dapprima obbligato ATM a ritirare il primo progetto che prevedeva l'abbattimento degli olmi che costeggiano la linea tramviaria e successivamente ha indotto una serie di migliorie nel secondo progetto, migliorie da noi considerate non sufficienti a garantire la tutela degli olmi e da qui la nostra richiesta di sospensiva al Tar che ha detto no, ma come scritto per inciso nel blog del comitato proprio per le carenti motivazioni adotte dal tar nel suo diniego la lotta è tutt'altro che finita e noi lavoreremo secondo i dettami che in questi giorni ci stiamo dando proprio in prospettiva di una continuazione della lotta. Dall'altra parte ci sono quelli dei tigli di cologno monzese, che di fatto si sono persi mesi e mesi in sterili discussioni e non hanno prodotto un bel niente se non una miriade di proteste e documenti assolutamente inutili, Il motivo? La indecisione che ha prodotto solo immobilismo politico e culturale. Posso dire con assoluta certezza che vi erano motivi ben motivati per chiedere la sospensiva dei lavori, ma non è stato fatto nulla di tutto questo. Anzi si è volutamente perso del tempo e le motivazioni di questa perdita di tempo sono talmente assurde che non vale nemmeno la pena di riproporle qui. Quindi nessun compiacimento quando un albero va giu, ma prendiamo le giuste misure e le giuste distanze. C'è chi ha fatto una lotta alla luce del sole, coinvolgendo decine e decine di famiglie portando a casa decine di risultati importanti e non ha ancora finito la sua battaglia, e chi più per ignoranza che per cattiveria avendo perso la sua battaglia senza combatterla si compiace delle piccole sconfitte altrui. Queste persone non meritano le nostre scuse ma il nostro biasimo perchè mai come in questo caso l'ignoranza rischia di fare più danni della cattiveria. 

qi link ufficiali del comitato olmi 
l'ordinanza pilatesca del tar

OLMI LA BATTAGLIA CONTINUA

clamoroso il comune di milano sbaglia i documenti su aidaa

BRINDISI. RINVENUTI RESTI DI GATTO


questo gatto potrebbe essere stato seviziato, o bruciato , o tutte e due magari dopo essere stato avvelenato, ma questa immagine di come è stato ritrovato questa mattina dalla nostra Antonella Brunetti, pro presidente nazionale di AIDAAal quale era stato segnalato, stiamo facendo tutte le verifiche del caso in modo da poter dare indicazioni precise su cosa è accaduto gia dal pomeriggio. Ho voluto comunque pubblicare la foto in modo che si possa vedere tutta la barbarie umana. 

GATTO AVVELENATO IN ALBERGO. CHE NON RISARCISCE I DANNI


Il fatto è accaduto questa estate all'isola d'Elba quando una donna si è recata in vacanza in una struttura a quattro stelle, ma secondo la ricostruzione fatta dalla proprietaria dell'animale, la struttura era sporca e la stanza fatiscente. Sempre secondo la proprietaria del gatto, lo stesso ha ingerito nella stanza della palline di silicone e subito dopo è stato male. A nulla sono valse fino ad oggi le richieste della proprietaria che ha chiesto all'albergo il risarcimento dei danni e delle spese avute per la cura del micio. La situazione si è trascinata per circa due mesi tra tira e molla dell'albergatore che aveva chiesto tempo alla padrona per confrontarsi con la sua assicurazione, con il risultato finale che dopo due mesi ha spiegato alla donna che l'assicurazione non avrebbe risarcito il becco di un quattrini per il gatto avvelenato. Da qui la richiesta di intervento del tribunale degli naimali di AIDAA che in questi giorni ha girato la pratica al legale di zona per addivenire ad una soluzione bonaria. 

BARI. CANE TENUTO IN CONDIZIONI PIETOSE


Secondo una segnalazione giunta al tribunale degli animali di AIDAA questo cane sarebbe tenuto in condizioni impossibili, E DOPO UNA VITA passata a cercare padrone lo stesso cane sarebbe ora tenuto in mezzo ai propri escrementi in una gabbia assolutamente inadatta. Del caso si sta interessando la sezione AIDAA di Terlizzi. 

CONVOCAZIONE CONGRESSO NAZIONALE AIDAA


il presidente nazionale AIDAA Lorenzo Croce con propria delibera ha convocato il sesto congresso nazionale di AIDAA per i giorni 23 e 24 gennaio 2015 il congresso si terrà a Roma (la location sarà comunicata nei prossimi giorni) con il seguente ordine del giorno.
VENERDI 23 GENNAIO 2015
1 - ISTITUZIONE COMMISSIONE GARANZIA CONGRESSUALE
2- RELAZIONE DEL PRESIDENTE, PRESENTAZIONE ED APPROVAZIONE NUOVO STATUTO ASSOCIATIVO.
3 - PRESENTAZIONE MOZIONE E LISTE CONGRESSUALI
4- DISCUSSIONE SULLE MOZIONI

SABATO 24 GENNAIO 2014
1- INTERVENTO OSPITI
2- DISCUSSIONE SULLE MOZIONI CONGRESSUALI
ATTORNO ALLE 14 E' PREVISTA LA VOTAZIONE E LA NOMINA DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO E DEL PRESIDENTE COSI COME PREVISTO DAL NUOVO STATUTO.

si prega tutti i responsabili ed i delegati di tenersi assolutamente liberi per le giornate previste.

DISPOSIZIONI INIZIALI CONGRESSO AIDAA


Il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha predisposto con propria delibera le disposizioni iniziali per il congresso NAZIONALE AIDAA ed i conseguenti congressi locali. 
In base a tale deliberazione tutti i responsabili locali, provinciali e  regionali di AIDAA sono tenuti ad inviare entro e non oltre il 30 novembre l'elenco aggiornato degli iscritti. 
Hanno diritto di voto attivo tutti gli iscritti AIDAA entro il 10 novembre 2014
Con successiva delibera verranno stabiliti i termini congressuali, la sede e il numero di deleghe divise per gruppo. 
Ai responsabili l'obbligo di dare mandato a quello di cui sopra, nei prossimi giorni verrà inviata una comunicazione a tutti i responsabili via email contente le delibere e le copie delle disposizioni iniziali e transitorie.

venerdì 24 ottobre 2014

CONTRO IL RANDAGISMO BOVINO AIDAA LANCIA "CORNUTI ITALIANI"

AUMENTA IL RANDAGISMO BOVINO. AIDAA LANCIA “CORNUTI ITALIANI”




ROMA – (24 ottobre 2014) Da alcuni anni è inrte espansione una nuova forma di randagismo, si tratta del randagismo bovino, mucche anziane lasciate al pascolo, vere e proprie mandrie clandestine che si muovono nei campi e nelle località della montagna del centro e sud Italia che molto spesso sono riconducibili alle attività parallele di gruppi malavitosi complessivamente si calcola che siano oltre 44.000 i “bovini randagi” che in alcuni casi vengono chiamati “mucche sacre”. AIDAA lancia dunque una nuova campagna per tutelare i bovini da latte e da lavoro randagi attraverso il gruppo dei Cornuti Italiani di AIDAA. Il gruppo (dotato di una propria pagina facebook in fase di apertura) si pone l'obbiettivo di lottare per superare lo sfruttamento animale anche nel settore dei bovini e vuole diventare punto di riferimento di tutti quegli allevatori che rifiutano come principio lo sfruttamento degli animali e la loro morte per macellazione e si pongono come vero e proprio “sindacato” a tutela dei bovini da lavoro e da latte e si dichiara senza se e senza ma contro gli allevamenti intensivi dei quali chiede l’immediata chiusura. Cornuti italiani inoltre vogliono avviare un serio confronto anche con le autorità sanitarie e veterinarie italiane al fine di tutelare la vita e l’alimentazione corretta di tutti i bovini. “ Il nome è chiaramente provocatorio, ma AIDAA anche in questo caso vuole puntare alla tutela reale e legale degli animali compresi i bovini da latte e da lavoro. – ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA – Con Cornuti Italiani di AIDAA nasce un nuovo gruppo di animalisti ed amanti dei bovini che non solo non li sfruttano ne li macellano ma che lavoreranno per la chiusura degli allevamenti intensivi e per far conoscere le condizioni di sfruttamento di questi meravigliosi animali che una volta portati allo stremo vengono poi abbandonati se non macellabili”.

INPS: SE DAI DA MANGIARE AI GATTI TI CACCIO DALL'OSPIZIO

Monte Porzio Catone - Roma -  (24 ottobre 2014) - Vogliono vietare agli anziani della casa di Riposo Inps di Monte Porzio Catone di prendere il cibo avanzato dalle cucine per alimentare la colonia felina della medesima casa albergo di Monte Porzio Catone altrimenti gli anziani rischiano l'espulsione dalla casa di riposo. Con queste parole il dirigente Inps Marco D'Alessandris scrive agli ospiti ed al personale della casa di riposo una lettera assurda in risposta alla consuetudine degli anziani di dar da mangiare ai gatti della colonia felina insita nella casa di riposo e intestata al medesimo ente. Nella sua missiva il dirigente INPS scrive testualmente: "non è consentito asportare alcun tipo di residuo alimentare e lo stesso non può essere distribuito come cibo per i gatti o i cinghiali". L'assurda missiva continua ricordando che gli ospiti della casa albergo devono comportarsi in maniera irreprensibile altrimenti lo stesso può essere allontanato dalla casa di riposo. Da qui la decisione di alcuni anziani della casa che da tempo si occupano della tutela dei gatti e di dar da mangiare ad alcuni cinghiali che sono quasi addomesticati di rivolgersi al tribunale degli animali di AIDAA che stà ora istruendo la pratica con i propri legali. "Quella lettera rappresenta un ignobile vergogna- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- infatti oltre ad istigare al maltrattamento degli animali non permettendo di dare loro da mangiare con i residui della cucina, cosa che invece è ammessa dalla legge come per i ristoranti e le mense aziendali questo funzionario compie un orribile ricatto nei confronti degli anziani presenti nella struttura minacciandoli di espulsione. Un ignobile e vergognoso ricatto sulla pelle degli anziani per il quale abbiamo inviato una comunicazione al ministero della salute perchè agisca immediatamente contro questa situazione intollerabile di mancanza di rispetto per gli anziani e per i loro gatti".

l'ignobile lettera del dirigente inps contenente il divieto di dar da mangiare ai gatti ed il ricatto agli anziani 


mercoledì 22 ottobre 2014

GATTI NERI. TORNANO LE RONDE DI HALLOWEEN

HALLOWEEN: RONDE E TAGLIE A TUTELA DEI GATTI NERI

Roma (22 ottobre 2014) – Si avvicina Halloween e tornano le ronde di AIDAA a tutela dei gatti neri. Nella notte delle streghe saranno presenti oltre 60 squadre di volontari di AIDAA che presidieranno le zone a rischio dove negli scorsi anni si sono verificati azioni di sacrificio nella notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre. In particolare le squadre opereranno in diverse zone d'Italia, dalla Lombardia ed in particolare dalle provincie di Varese, Brescia  Sondrio, Lecco e Cremona. Dall’Emilia Romagna (Parma, Carpi e Modena), dal Lazio ( Tuscia (Viterbo) e Roma Nord e dalla valle del Treja), dal Piemonte (Alessandria e Verbania e la valpellice) e da Jesi nelle Marche, ma anche nella zona di Corciano e Terni in Umbria. Intanto sta facendo effetto la taglia di 50.000 euro che AIDAA ha messo sulla testa dei rapitori di gatti neri. Le segalazioni fin qui giunte riguardano il rapimento o la sparizione di oltre 2.000 gatti neri di cui 900 solo nelle ultime due settimane in particolare da Lombardia, Piemonte, Veneto, Marche e Lazio. 

GATTO AVVELENATO AL RIONE CAPPUCCINI DI BRINDISI


Ancora un orribile caso di avvelenamento di un gatto NERO nel rione cappuccini di Brindisi. Secondo la relazione inviata alle autorità preposte dalla pro presidente di AIDAA Antonella Brunetti che è intervenuta ieri pomeriggio soccorrendo il felino che presentava i sintomi tipici dell'avvelenamento e che purtroppo questa mattina è morto. Il gatto avvelenato apparteneva ad una colonia, ed ora AIDAA dopo aver avvertito le autorità sanitarie per gli adempimenti di legge ha inviato il corpo del micio all'istituto di zooprofilassi per l'esame autoptico. 

CI VERGOGNIAMO DI MARIA ELENA BOSCHI

AIDAA: NON IMITATE MARIA ELENA BOSCHI


Roma (22 Ottobre 2014) - “Se per gli amanti degli animali c'è una persona pubblica il cui pessimo esempio dato nel 2014 è da additare come il peggiore in assoluto questa si chiama Maria Elena Boschi e fa il ministro della repubblica”. A bollare la Boschi come “il personaggio pubblico che ha dato cattivo esempio e quindi da non imitare nel corso del 2014 nella tutela degli animali” è il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce che sottolinea come i comportamenti della giovane ministra del governo Renzi vadano nella direzione esattamente opposta rispetto alle battaglie della tutela degli animali. Tre i comportamenti di Maria Elena Boschi indicati da AIDAA come quelli che la pongono in cima alla classifica dei “pessimi amici degli animali”: il primo riguarda la passione della Boschi per le pellicce e quindi il suo indossare pelle di cadaveri, il secondo riguarda la famosa uscita sulla carne di cavallo che la Boschi definì come: “non facile da trovare a Roma” scatenando l'ira degli animalisti ed infine (ma questo comportamento deve ancora essere approfondito) pare che la Boschi al pari della leader tedesca Angela Merckel non ami i cani e che questa estate ne abbia fatti allontanare attraverso il suo servizio di sicurezza alcuni che con i loro proprietari sostavano sulla spiaggia dove la ministra si stava abbronzando nonostante gli stessi si trovassero a diversi metri dalla sdraio della ministra.



LUCIANA LITTIZZETTO INDAGATA PER IL MAIALINO IN TV


La conduttrice Luciana Littizzetto è al centro delle polemiche per una gag andata in onda a Che tempo che fa e che gli è costata una denuncia per maltrattamento di animali. Colpa di un maialino, portato in studio in un carrello, durante una puntata della trasmissione di Fabio Fazio.

Il presidente nazionale dell'AIDAA(associazione italiana difesa animali e ambiente) Lorenzo Croce aveva denunciato la conduttrice che durante un monologo, come riporta Repubblica, aveva tenuto vicino a sé l'animale solo per dare spettacolo. "(...) Le immagini del povero porcellino terrorizzato stridevano in maniera imbarazzante con le battute della comica e le risate in sottofondo. La povera bestia respirava affannosamente, strabuzzava gli occhi per il terrore, immobile, letteralmente pietrificato dalla paura" aveva scritto Croce all'epoca dei fatti, circa un anno fa.

GUIDONIA.CANE MALTRATTATO SUL BALCONE


Un cane da caccia è sottoposto a costanti maltrattamenti e tenuto su un balcone senza alcun riparo ed ogni tanto viene pure picchiato. Questo è il grido di aiuto arrivato ieri al telefono amico di AIDAA che dopo aver fatto le verifiche ha avvisato il servizio veterinario asl di competenza per la città di Guidonia al fine di porre rimedio alla situazione. 

EXPO:SPETTRO AMIANTO SULLE VIE D'ACQUA


Milano, 22 ottobre 2014 - L’amianto dalle parti del quartiere Gallaratese è storia vecchia. Sepolta sotto cumuli di terra. Finché qualcuno non va a smuovere quella terra. E con essa riemergono le carte che gettano un’ombra sulla presenza di inquinanti cancerogeni. Il «qualcuno» in questione è Maltauro, l’impresa vicentina che per 42 milioni di euro si è aggiudicata l’appalto delle Vie d’acqua sud, il canale che collegherà il sito dell’Expo alla Darsena di Milano, finito nei giorni scorsi sotto la lente della Procura con uno strascico di arresti. Gli 11 chilometri dell’opera passano proprio dal Gallaratese. A essere precisi, a fianco del complesso MyBonola, il palazzone di tredici piani ancora incompiuto tra le vie Castellanza e Parabiago. E le carte tornate a galla sono quelle in cui si narra la storia di inquinamento di quest’area, delimitata a nord da via Bolla: ex Incab-ex Italver quando era un insediamento industriale, poi ribattezzata piano integrato di intervento (pii) Bolla-Parabiago-Castellanza quando nel 2005 si decide di riqualificare gli oltre 24mila metri quadri con un complesso residenziale, il MyBonola, e un parco.
Le operazioni iniziano nel 2009: scavando, vengono alla luce lastre intere e frantumate di amianto, come riporta una lettera del 14 luglio della società di ingegneria ambientale Europrogetti, incaricata della bonifica dai proprietari, Area Lamaro spa. A febbraio 2010 è Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, a scrivere: ricorda che da «sondaggi interni» «si evidenzia la presenza di lastre e frammenti di eternit variamente distribuita anche sulle porzioni d’area non precedentemente individuate come soggetti agli scavi di bonifica». I costruttori confermano e chiedono il via libera per estendere la decontaminazione. Il semaforo verde arriva a fine marzo dai tecnici di Palazzo Marino e negli ultimi giorni di ottobre Area Lamaro termina i lavori. Tuttavia in nessuno scritto si delimitano con precisione i confini dell’inquinamento da eternit nell’area. Così, quando Maltauro entra nel corridoio a fianco a MyBonola dove sta costruendo le Vie d’acqua, gli scavi tornano a far paura ai residenti. «L’inquinamento è provato», denunciano i «No canal» tirando fuori i carteggi qui riassunti.
Partono due esposti: il primo a settembre, presentato da un gruppo di cittadini. Il secondo, il 9 ottobre, siglato dal presidente della Commissione ambiente del Consiglio di zona 8, Enrico Fedrighini. L’impresa vicentina ha spiegato di aver «verificato l’esistenza sull’area di una certificazione di avvenuta bonifica fornita dalla Provincia di Milano», che per i comitati «No Canal» si riferisce solo al complesso MyBonola. Maltauro ha aggiunto di aver ricevuto «dall’ufficio bonifiche del Comune di Milano l’assicurazione che l’area pii Bolla non fosse soggetta a vincoli ambientali, in quanto già bonificata» e di aver fatto analizzare il 24 settembre quattro campioni da due cumuli di terra. Risultato: negativo, niente amianto né idrocarburi. Tuttavia i «No Canal» non sono convinti: le montagne di terreno, esposte all’aria aperta, potrebbero aver disperso le fibre di eternit e in questo modo le analisi o non le avrebbero evidenziate o le avrebbero rilevate sotto la soglia di allarme. L’ultima parola ora spetta alle indagini.
LUCA ZORLONI
FONTE http://www.ilgiorno.it/milano/vie-acqua-amianto-1.326467 

martedì 21 ottobre 2014

SCAMBIATO PER UN CINGHIALE. FERITO UN CERCATORE DI FUNGHI

Sembra cinghiale,ferito cercatore funghi

(ANSA) - TORINO, 19 OTT - Un cercatore di funghi è stato ferito da un cacciatore che lo ha scambiato perun cinghiale.     L'incidente ieri pomeriggio nei boschidi Giaveno, nel Torinese.     L'uomo, 52 anni, diVenaria, è stato colpito da nove pallini da caccia.Senza chiedere aiuto, ha raggiunto in auto l'ospedale



Mauriziano di Torino, dove è stato medicato e dimesso. I carabinieri di Rivoli stanno ora cercando di identificare il cacciatore, che è sparito nel nulla e potrebbe anche non essersi accorto dell'incidente.    

E' QUESTA L'EUROPA CHE VOGLIAMO??





DANIZA VOLEVANO AMMAZZARLA A LUGLIO. ECCO LE PROVE

DANIZA? VOLEVANO AMMAZZARLA PRIMA. ECCO LE PROVE
QUESTA FOTO E' DEL 28 LUGLIO. 

 Trento (22 ottobre 2014) - Daniza era nel mirino gia da fine luglio a provarlo è una sequenza fotografica scattata nella Val d’Algone in 28/7/2014, un mese e mezzo prima della cattura e della conseguente morte di Daniza,  riaccende la polemica sull’ordinanza delle autorità del Trentino in merito alla pericolosità dell’animalee dei suoi cuccioli. La foto allegata proveniente dell’Archivio Foreste e Fauna di questa estate, risale a tre settimane prima della presunta aggressione del cacciatore di funghi Daniele Maturi da parte della mamma orsa schieratasi a difesa dei propri cuccioli,  mette chiaramente in luce la volontà esplicita di catturare Daniza ben prima di quanto si sostiene a livello ufficiale. "Ora questi nuovi fatti che abbiamo ampliamente dimostrato con i documenti pubblicati sul nostro blog- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- ci rende ancora più furiosi per la morte  di Daniza uccisa per una dose eccessiva di anestetico associato al forte stress per la cattura. Vogliamo sapere chi ha progettato lo spostamento dell'animale con o senza i cuccioli ben tre settimane prima del 15 agosto quando si sarebbe verificata la fantomatica aggressione e che quella trappola fosse per Daniza non ci sono dubbi- conclude Croce- in quanto nessun altro orso risulta prelevato o in fase di prelevamento in quella zona in quel periodo specifico. Per cui per noi il caso è tutt'altro che chiuso".

IL DOCUMENTO ORIGINALE PUBBLICATO DA NOI NEI GIORNI SCORSI 

ABBANDONA IL GATTO E LO SCRIVE SU FACEBOOK: DENUNCIATA


Una denuncia è stata presentata questa mattina alla polizia postale in riferimento ad una giovane donna siciliana che ha scritto pubblicamente in un post su facebook di aver abbandonato il proprio gatto durante le vacanze. Adducendo che comunque non era preoccupata in quanto il gatto era autonomo e anche se non si trova più lui è abituato a cacciare da solo. Ovviamente la cosa è stata riportata all'AIDAA dalla propresidente nazionale Antonella Brunetti ed il presidente Croce oggi ha presentato denuncia contro la donna per il reato di abbandono di animale. 

IN EUROPA SI UCCIDE UN MILIONE DI CANI L'ANNO

questa è la fine che gli spagnoli fanno fare ai galgo dopo averli usati


OGNI ANNO IN EUROPA SI AMMAZZANO UN MILIONE DI CANI
ROMA (20 Aprile 2014) - Non solo perreras, non solo Spagna, ma anche Romania, Croazia, Ucraina, Polonia e anche Italia, Germania e Inghilterra. E' lungo l'elenco dei paesi dell' Unione Europea  e comunque del nostro continente dove con numeri diversi e modalità diverse ogni anno vengono soppressi migliaia di cani. Certamente la situazione più drammatica riguarda la pena di morte in Spagna e Romania dove ogni anno almeno 200.000 cani vengono uccisi in maniera sistematica e dove la pena di morte è considerata un metodo di lotta al randagismo, ma purtroppo la questione delle soppressioni di decine di migliaia di cani è all'ordine del giorno in quasi tutti i paesi del vecchio continente, dove il alcuni casi è ammessa l'eutanasia di cani di proprietà senza che vi siano delle condizioni di salute particolari, in altri casi come anche da Noi la moria di cani è prevalentemente opera dei cacciatori che in incidenti di caccia uccidono i loro cani, o che come in Spagna uccidono migliaia di galgo semplicemente perchè non più utilizzabili per cacciare. Purtroppo allo stato attuale solamente i singoli stati possono decidere in materia di politiche sugli animali e sulla lotta al randagismo. Invece la proposta di AIDAA che è al vaglio della commissione europea dopo aver avuto un prima via libera dalla commissione petizioni prevede la possibilità che l'Unione Europea deliberi a livello unitario in maniera di lotta al randagismo, anagrafe felina e canina europea e regole uniche per le adozioni in Europa. E che venga riconosciuto a livello europeo il sistema della sterilizzazione come unico strumento di lotta al randagismo abolendo per legge la pena di morte. 

lunedì 20 ottobre 2014

ALTRO CACCIATORE UCCISO A FUCILATE



Cortona. Un cacciatore stamani è rimasto ucciso in una battuta nei boschi di Cortona (Arezzo), fra le località Portole e Teverina. La vittima è rimasta colpita mentre si trovava un capanno di appostamento dallo sparo partito dal fucile di un compagno di caccia. Sul posto 118 e carabinieri. La vittima si chiamava Rolando Piermarini, aveva 64 anni ed era di Trevi (Perugia). Nel capanno c’era anche il figlio, che ha assistito alla tragedia, e, appunto, l’anziano dal fucile del quale è partito il colpo. L’arma è stata sequestrata dai carabinieri. Sul posto anche i vigili del fuoco perché difficili sono state le operazioni di recupero del corpo dato che il capanno è in una zona impervia. E’ stato un colpo di fucile, sparato dall’appostamento, ad uccidere il 64enne di Trevi (Perugia), Rolando Piermarini stamani in una battuta di caccia sulle montagne di Cortona (Arezzo). Ad esplodere il colpo verso un colombaccio, un amico 65enne della vittima , magistrato in pensione, ex pretore di Cortona e giudice alla sezione del tribunale di Montevarchi. Sulla traiettoria, però, c’era il 64enne che è rimasto colpito alla testa. I soccorsi sono stati chiamati immediatamente, ma non c’è stato nulla da fare. Accanto alla vittima ed all’ex magistrato, sull’altana, c’era anche il figlio trentenne di Piermarini. Le operazioni di recupero della salma sono state complicate, data l’altezza dell’appostamento, raggiungibile da una scaletta molto ripida. Titolare delle indagini, condotte dai carabinieri, è pm di turno Julia Maggiore della procura di Arezzo, che ha disposto l’autopsia.

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CACCIATORE 84ENNE MUORE CADENDO IN UN DIRUPO



Ventimiglia (Imperia) - Forse un malore improvviso o un passo falso all'origine della tragedia avvenuta ieri durante uan battuta di caccia in località Langan, nell'entroterra di Ventimiglia, nel comune di Pigna.
Un cacciatore di 84 anni è stato trovato ormai morto nel greto del torrente Nervia dopo una caduta di circa tre metri.

A scoprire il corpo senza vita sono stati i compagni di battuta che hanno cercato l'amico a lungo quando si sono resi conto che non era più nel gruppo.
L'uomo era riverso a terra in fondo ad un piccolo dirupo.
Recuperato il cadavere sono inziate le prime indagini. Il cacciatore potrebbe essersi sentito male improvvisamente oppure potrebbe essere scivolato finendo nel greto del torrente.
Esami medici accerteranno le cause del decesso.

LEGGI LA STORIA

sabato 18 ottobre 2014

NON VUOLE DARE IL CANE IN ADOZIONE A UNA TRANS. DENUNCIATA.

meticcio nero - foto di repertorio

Milano (18 ottobre 2014) Il cane, un bellissimo meticcione di media taglia arrivato nei giorni scorsi dalle perreras era stato prenotato da una trans di Milano, ma una volta arrivata a casa sua per consegnare il cane, la volontaria, una milanese che lavora in un ente pubblico anch'ella nota nel mondo del volontariato delle associazioni che operano con le perreras. Bene la volontaria nonostante i preaffidi e i controlli siano andati tutti bene (e nonostante la trans avesse pagato quando dovuto per il microchip e i documenti di trasporto del cane) ha deciso di non dare il cane alla trans, proprio a causa della sua condizione personale. Ora la trans che risiede in zona sempione a Milano  si è rivolta al tribunale degli animali di AIDAA fornendo tutta la documentazione in suo possesso per ottenere il proprio cane. Se la volontaria nelle prossime ore non ottemperà alla consegna sarà denunciata per il reato di furto di animale e con lei la presidente della sua associazione che ha avvallato il divieto di consegna del cane per puro spirito di razzismo.

BRESCIA. CACCIATORE MUORE SCIVOLANDO IN UN CANALE

IL PUNTO DOVE E' STATO RITROVATO IL CACCIATORE MORTO - FOTO BRESCIA OGGI


Il fuoristrada ancora sul sentiero, il portellone posteriore del pick-up aperto e ben visibili le gabbiette con dentro i fagiani che di lì a poco avrebbe liberato per l'addestramento dei cani. Ma di lui, tutt'intorno, nessuna traccia. Angiolino Barboglio, cacciatore 67enne di Castelcovati, era già morto quando la sua vettura è stata ritrovata in piena campagna, in un viottolo trasversale a via Marocchina, attorno alle 9.50 di ieri mattina.
Il suo corpo era circa trecento metri più a sud, in prossimità della cascina Toa, ed è stato rinvenuto da un passante che ha notato lo strano innalzarsi del livello dell'acqua nel canale. «Convinto si trattasse di un sacco - spiegano alcuni vicini di casa - ha tentato di rimuoverlo, ma quando lo ha spostato ha visto comparire una mano e l'orologio».
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/909823_cacciatore_muore_scivolando_in_un_canale/

AVEVANO DECISO DI UCCIDERE DANIZA PRIMA DEL 15 AGOSTO. ECCO LE PROVE

RICEVO E PUBBLICO CON AUTORIZZAZIONE DELL'ESTENSORE LE PROVE CERTE CHE AVEVANO DECISO DI UCCIDERE DANIZA BEN PRIMA DEL 15 AGOSTO, E PROBABILMENTE QUESTO ATTO METTE TUTTO IN CHIARO ANCHE LE DEMENZIALITA' INVENTATE DAL FUNGAIOLO. 






400 ALBERI A RISCHIO TAGLIO IN ABRUZZO

filare alberato - foto di repertorio

Una nuova emergenza sembra interessare i filari alberati in Abruzzo, secondo una segnalazione giunta ieri dapprima al telefono amico di AIDAA e successivamente confermata via email alla sede centrale di AIDAA, BEN 400 ALBERI sarebbero a rischio taglio in provincia di Pescara sulla strada che da Cappelle si collega a passo Cordone. Secondo la segnalazione infatti: "raticamente sarebbero inclusi anche i grandi platani sul lungo viale che porta al ristorante la Bilancia. La provincia ha fatto questa richiesta perché c'è stato un incidente su quella strada con un morto. La famiglia del defunto, schiantatosi contro un albero, ha fatto causa alla provincia ed ha vinto!  Quindi x evitare altre cause ed altri pagamenti hanno deciso di tagliare via il problema.". Abbiamo immediatamente iniziato le verifiche e vi terremo informati. 

giovedì 16 ottobre 2014

BASTA ALLEVAMENTI INTENSIVI

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Gherush92 Committee for Human Rights  



POLPETTE, STRACOTTO, SCHINTZEL, SCHAWARMA
NON SONO CHE CARNE DI ANIMALI TORTURATI E SOFFERENTI PER LEGGE




Qualcuno crede che agli animali destinati all’alimentazione kashersia garantito agio e benessere e che, poiché esistono anche le norme civili che proteggono gli animali, a queste bisogna attenersi. La verità è che gli animali destinati alla kasherut provengono dagli allevamenti intensivi, che la legge civile non assicura loro benessere e che polpette, stracotto, schnitzel, schwarma, piatti tradizionali ebraici, non sono che carne di animali torturati e sofferenti.

Nell’ambito delle norme sugli animali da reddito, ovaiole, mucche da latte, vitelli o polli da carne, sono evidenti alcune gravi contraddizioni. Essendo gli animali sia la fonte di alimentazione per l’uomo che la fonte di reddito per gli operatori del settore, la necessità del massimo rendimento/minima spesa entra inevitabilmente in conflitto con le esigenze del benessere in senso lato degli animali allevati. La conseguenza è che il pieno benessere non si persegue, ma non si persegue neppure quel livello minimo di “benessere” che per legge si vorrebbe raggiungere. Si riscontrano continue e diffuse violazioni delle norme, le quali, innalzando fortemente i costi di gestione, incoraggiano di fatto ogni sorta di abuso e di illecito che, paradossalmente, negli allevamenti, nei trasporti, nei macelli, sono la norma. Ci si adegua con estrema lentezza alle modeste regole della UE  sugli animali e anche gli ebrei si trovano nella situazione di consumare animali violati ed abusati.

Una seconda contraddizione riguarda il fatto che le norme civili, stabilendo il livello minimo di sofferenza ammesso nell’ambito dello sfruttamento intensivo degli animali, sono in effetti esse stesse la misura del tormento legalizzato, ammesso cioè per legge. E’ la legge, infatti, che, in base alle esclusive ed inflessibili necessità degli uomini di produrre carne, latte e uova a prezzi vantaggiosi, stabilisce caratteristiche e misura della sofferenza lecita degli animali da reddito. È la legge che rende legale ciò che in realtà è una produzione etologicamente inaccettabile ed ecologicamente insostenibile. Al confronto di un bovino che vive libero vent’anni e più nei pascoli, un vitello che vive costretto per sei mesi o un gallo che vive per qualche settimana per essere macellati non sono che una forma estrema di sofferenza. In questo senso le norme civili sugli animali da reddito si configurano  esse stesse come un abuso che anche gli ebrei, in quanto compratori e consumatori degli stessi animali sofferenti, accettano e perpetuano.

A tutto ciò si aggiunga la considerazione più importante. Se la legge civile che stabilisce il livello di sofferenza legalizzata non è che la sintesi dei negoziati in atto tra chi sostiene la perversa realtà degli allevamenti industriali e chi si batte per il benessere degli animali, la legge ebraica relativa alla protezione degli animali, tzar balè chaim, come quella della macellazione rituale, non prevede negoziati e stabilisce che gli animali non devono soffrire. Il precetto che vieta di procurare qualunque sofferenza agli animali durante la loro vita è una norma fondamentale dell’ebraismo; l’insostenibilità della sofferenza animale nella tradizione ebraica è tale che bisognerebbe prima preoccuparsi del loro benessere e solo dopo valutare le questioni relative al rendimento economico e produttivo. Questo significa che secondo la legge ebraica gli allevamenti industriali, dove la sofferenza estrema per ragioni economiche è la prassi, non possono essere ammessi.
E’ incontrovertibile che gli ebrei debbano attenersi alle leggi del paese in cui vivono ma nulla osta a smettere di cibarsi di animali sofferenti e chiamare l’ebraismo fuori da questo mercato di violenza perché mangiare polpette, stracotto, schintzel, schawarma di animali sofferenti, provenienti da abominevoli allevamenti intensivi dove si vive e si muore fra le torture, contravviene uno dei fondamenti della Torà e dell’ebraismo.
GLI ANIMALI CHE SOFFRONO NON SONO KASHERCHIUDETE GLI ALLEVAMENTI INTENSIVIValentina Sereni e Delfina Piu
Gherush92 Committee for Human Rights (ECOSOC)
gherush92@gmail.com
  

martedì 14 ottobre 2014

QUESTI SONO GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI DI GALLINE OVAIOLE

NE PREDANO NOTA I SERVI SCIOCCHI ED I GIORNALISTI DI REGIME. 
FONTE. LAV.

Gli allevamenti intensivi di galline ovaiole

allevamenti_intensivi_galline_ovaiole
Secondo una recente indagine in Italia si consumano in media 3,4 uova alla settimana per famiglia, il 53% delle quali vengono acquistate dalla grande distribuzione (il 25% nei negozi di generi alimentari, 16% direttamente dal produttore  e il 5% nei mercati rionali). L’allevamento intensivo delle galline ovaiole è a tutt’oggi uno degli allevamenti che più di altri implica sistemi criticabili dal punto di vista etico e poco sostenibili a livello ambientale.
Violenza sugli animali
Solo nei paesi dell’UE  vengono allevati ogni anno 400 milioni di galline ovaiole, il 68% delle quali restano chiuse in gabbie da batteria. Lo spazio a disposizione per ogni capo corrisponde all’incirca alle dimensioni di un foglio A4. In tali condizioni l’amimale non solo non è in grado di esprimere alcun comportamento naturale come la cova delle uova, la ricerca del foraggio etc, ma non ha modo nemmeno di compiere semplici mvimenti come distendere le ali o girarsi senza difficoltà. Le galline ovaiole trascorrono la loro breve esistenza (circa un anno) in queste gabbie, in condizioni che provocano enormi sofferenze fisiche e psicologiche. Le gabbie possono essere impilate in altezza fino a quattro file, in enormi capannoni con ventilazione forzata, usata per disperdere gli altissimi livelli di ammoniaca provocati dalle deiezioni degli animali.
Per aumentarne la produzione, gli animali vengono sottoposti a lunghi turni di luce artificiale che ne alterano i bioritmi.
Il fondo in rete metallica delle gabbie provoca gravi lesioni e deformazioni alle zampe. Non essendo limate, durante la ricerca del cibo, le unghie crescono a dismisura ritorcendosi e spezzandosi con gravi conseguenze sanitarie. Ostioporosi e fratture alle ossa sono all’ordine del giorno.
Inoltre le galline sono animali con un’organizzazione sociale complessa e basata su una chiara gerarchia, hanno bisogno di luoghi appartati dove deporre le uova. In seguito a tali privazioni gli animali mostrano gravi alterazioni e patologie del comportamento.
A causa delle pesanti frustrazioni subite, le galline beccano ed aggrediscono le proprie vicine arrivando talvolta dei veri e propri atti di cannibalismo. Per evitare questo vengono sottoposte a debeccaggio, ovvero l’asportazione di un terzo del becco tramite coltello rovente.
Negli allevamenti per la produzione di uova i pulcini maschi, inutili ai fini produttivi, vengono separati dalle femmine alla nascita e triturati vivi.

Legislazione
Una direttiva europea impone dal gennaio 2012 migliori condizioni per gli allevamenti di galline ovaiole (decreto che ha impiegato ben 13 anni ad entrare in vigore, a causa delle forti resistenze dell’industria avicola). Tale direttiva stabilisce le norme minime per la tutela delle galline ovaiole: la gabbia deve essere minimo di 550 cm2, deve disporre di abbeveratoio, poppatoio, mangiatoie senza limitazioni di utilizzo. Vengono inoltre garantiti degli spazi minimi tra una gabbia e l’altra. Nonostante sia scaduto il termine da mesi la metà dei paesi dell’unione (tra cui l’Italia) non si è ancora adeguata.
Codice impresso sulle uova, come evitare di acquistare uova provenienti da allevamento in gabbia
In base alla cifra iniziale del codice impresso sulle uova è possibile riconoscere il tipo di allevamento da cui provengono:
3: galline allevate in gabbia
2: allevamento intensivo al chiuso
1: allevamento all’aperto (ovvero, si tratta di grandi capannoni con una media di 12 capi per metro quadro e la possibilità di accedere ad un’area esterna pari a 2,5 metri per gallina – spesso la via di accesso a tale area è talmente irrisoria che la maggior parte delle galline non vi accederà mai.
0: allevamento biologico (in molti casi gli spazi disponibili non cambiano, cambia però il metodo di allevamento). Le galline possono razzolare liberamente all’interno e all’esterno di capannoni, su un terreno ricoperto da vegetazione e coltivato con metodo biologico. Le galline sono alimentate con cibi biologici, integrati al massimo con un 20% di mangimi convenzionali.


fonti: dossier LAV 2010 sull’allevamento delle galline ovaiole